PATASTORIA, GEOGRAFIA FISICA E UMANA DELLA ’PATAFISICA

Annuncio dell’occultazione del CD’P
INTERVISTA A TANIA LORANDI (parte I)

Metropolitana di Napoli, foto monica jornet

di Monica Jornet

15 HAHA 145 dell’E.P. (20 ottobre 2017 volgare).

Tania Lorandi: sei la Provveditrice Rogatrice Generale del Collage de ’Pataphysique (Centro di Ricerca, Studi e Diffusione della ’Patafisica, Sovere), artista pittrice-scultrice-scrittrice, ricercatrice nel campo dell’immaginario, curatrice di mostre e direttrice della rivista “Quaderno” delle Edizioni del CD’P.
Sappiate bene che “ la nostra è un’associazione liberamente fortuita”, proprio come l’Institutum Pataphysicum Mediolanense. Una “micizia” insomma. Questa intervista non è altro che la continuazione di un’Achiacchierata in riva al lago d’Iseo (da Tania): la prossima sarà in riva al lago d’Averno (da me).

Tania Sofia Lorandi esibisce il “Faustrolio” prodotto in Val d’Orcia nelle terre di Siena

CORNO D’UBU! Va detto subito che noi patafisici abbiamo il nostro calendario con non-santi, ovviamente poco cattolici, che inizia il Primo Assoluto, cioè l’8 settembre 1873 volgare, con la nascita di Alfred Jarry. Un quarto di secolo dopo, Jarry mette in scena “Ubu Re”, un’opera ritenuta fondatrice del teatro dell’assurdo, ma che va molto oltre; a meno di non affermare subito che tutto è assurdo, o che niente lo è, grazie alla ’Patafisica, scienza delle soluzioni immaginarie, che cerca l’armonia profonda del tutto. Quanto oltre? Oltre tutto, perché Ubu vi inventa la ’Patafisica: “La Patafisica è la scienza che abbiamo inventato perché ve n’era gran bisogno”. Patacosa? Non si capisce cosa sia senza “Gesta e opinioni del dottor Faustroll, patafisico”, scritto da Alfred Jarry nel 1897 e pubblicato nel 1911: “La Patafisica è la scienza delle soluzioni immaginarie che accorda simbolicamente ai lineamenti le proprietà degli oggetti descritti per le loro virtualità”. Il Dottor Faustroll, un po’ Faust e un po’ troll, nasce nel 1898 all’età di 63 anni e promulga i principi e obiettivi della ’Patafisica. Diventerà il Curatore Inamovibile del Collège de Pataphysique, fondato a Parigi nel 1948 volgare.

CORNAGIDUGLIA, SIA FATTO IL REGNO DI UBU!  TUTTI IN PISTA!

Cominciamo dalla Patastoria italiana. Poi tratteremo della Geografia della ’Patafisica.

Mi piace! Se vogliamo andare proprio alle radici della ’Patafisica in Italia, bisogna trovarle in due persone: una è Enrico Baj che negli anni cinquanta vive a Parigi e frequenta gli ambienti parigini anche surrealisti. Attraverso il surrealismo entra in contatto con Raymond Queneau e diventano amici. A tal proposito c’è un aneddoto molto carino: Baj racconta che Queneau va a visitare una sua mostra e mentre se ne va, Baj gli chiede “Ma lei non presenterebbe la mia prossima mostra?” È così che è nata l’amicizia tra di loro e quando Enrico Baj torna in Italia, fonda L’Institutum Pataphysicum Mediolanense con il benestare della Magnificenza Vice-Curatrice dell’epoca, il Barone Mollet. Inizia così tutta una vena patafisica con caratteristiche che non sono sempre quelle del Collegio: ad esempio la ’Patafisica italiana è più legata alle arti visive.

“Un cavaliere delle phynanze” Enrico Baj

Baj era artista: questo ha influito?

Ma non era l’unico artista: il primo Rettore Magnifico del Institutum Pataphysicum Mediolanense era Farfa, poeta futurista, che però muore quasi subito. È rettore per mezzo anno. Baj non lo sarà mai. Poi sale al Rettorato Virgilio Dagnino, un economista di Milano di estrema sinistra che si rivendica anche anarchico. Ha scritto un testo molto carino: “L’uomo patafisico è extra lucido, ovvero, Aldilà dell’anarchia o anarchia dell’aldiqua”.  Vedi, c’è un’impronta che è data da quegli anni: l’Institutum è fondato nel 1963 e questi testi nascono negli anni ’70, anni in cui la politica è molto calda in Italia. Si tratta di un’impronta politica-visiva perché Baj raccoglie attorno a sé altri artisti.

E poi sono stati fondati altri istituti…

Simultaneamente all’Institutum Patahysicum Mediolanense, nel 1963 è nato un istituto romano, gestito da Renato Mucci, un grandissimo traduttore e critico letterario, molto in contatto con il Collegio. La sua era più una linea letteraria e poetica, si occupavano di letteratura, di poesia e anche di editoria. Giambattista Vicari, per esempio, è stato direttore di una rivista, Il Caffè, che per prima in Italia ha pubblicato Raymond Queneau e Boris Vian: ecco perché è di un’importanza capitale! Anche loro avevano creato un istituto riconosciuto dal Collegio, però siamo sempre negli anni ’55 – ’60 – ’70. Si deve andare più in là per vedere la nascita di altri istituti. Alcuni nati per merito di Enrico Baj, altri no. Ad esempio noi siamo nati senza il benestare di nessuno: solo con la mia grande volontà di rimboccarmi le maniche e di lavorare… perché noi, figli di operai, non abbiamo paura del lavoro vile [Ride].

“Gazzetta” dei Dipartimenti del Collage de ‘Pataphysique n. 3 dedicata a Enrico Baj

Quanti ce ne sono oggi?

Ce ne sono tantissimi! Quello di Roma si è spento perché se non c’è nessuno per gestire un istituto, questo si spegne… come si è spento quello di Milano, perché l’Institutum Pataphysicum Mediolanense muore con Baj. Io avevo avuto la volontà di farlo rinascere, però non c’è stata l’intenzione né da parte del Collegio né da Roberta Cerini Baj, la moglie di Enrico. Ne sono nati tanti, ma attivi sono ben pochi. È nato ad esempio un istituto a Torino retto da Ugo Nespolo, un personaggio molto conosciuto nell’arte attuale. Seguiva molto Baj, erano molto amici… Embè, nell’istituto di Nespolo penso che ci sia una persona: Nespolo. Perché succede anche questo.

Quindi praticamente è solo attivo il tuo Collage a Sovere? E quello di Napoli?

“Foglio” dell’Istituto Partenopeo n. 17

Ecco, c’è certamente anche l’Istituto Partenopeo, retto da Mario Persico. Loro si riuniscono, stampano un foglio tutto articolato molto simpatico. Sono molto legati alle arti visive perché Mario Persico fa parte delle correnti dell’avanguardia degli anni ‘50 – ‘60. Non fanno eventi: hanno fatto qualcosa sul Vesuvio anni fa, poi non hanno fatto più niente, ma pubblicano regolarmente questo foglio da quindici anni.
Anche noi siamo attivi, anche se adesso siamo occultati dal 1° Assoluto 145 E.P. (8 settembre 2017 volgare). Siamo stati veramente molto molto molto attivi, sia a livello di pubblicazioni sia a livello di eventi, però spero che “noi” non faremo più niente… il “noi” è un plurale maiestatis: tante volte sono io da sola e quindi sono 28 anni che lavoro come una demente. Ho deciso di riposare un po’.

L’ultima occultazione patafisica è stata quella francese, dopo il decesso del Vice-Curatore Opach. Ce n’è stata un’altra?

No, a meno che io non ne sia a conoscenza. Loro si sono occultati dal 1975 al 2000, 25 anni di occultazione, che non vuol dire che erano morti. Avevano delle regole all’interno: non fare manifestazioni esterne e pubbliche, non manifestarsi al di fuori di piccoli incontri privati, non adottare il calendario e così via. Tuttavia la loro rivista, Viridis Candela, non si è mai fermata: anziché essere gestita dal Collegio, era gestita dal Cymbalum Pataphysicum.

Quindi questa sarebbe la seconda, ma in questo caso non fa seguito a un decesso…

Sì, è la seconda, ma è anche deceduta la nostra Magnificenza Vice-Curatrice. Il Collage de ’Pataphysique, nato per conto suo, senza il benestare di qualcuno, tantomeno del Collegio francese, ha lavorato talmente bene in tutti questi anni da non passare inosservato. Era impossibile non riconoscerci o non vederci. Anche se non dipende dal Collegio, il Collage ne ha comunque adottato gli statuti. Quindi siamo l’unico Istituto al mondo, dopo il Collegio, ad avere una Magnificenza Vice-Curatrice che è proprio quella sotto Faustroll, Lucy Green. Purtroppo un paio di mesi “ha fatto il gesto di morire”: senza capo, ci occultiamo. Io ero la sua segretaria: sono la Provveditrice Rogatrice Generale del CD’P.

Sulla porta d’ingresso del Collegio di ‘Patafisica a Parigi, foto monica jornet

The Big Bosse de Nage, BBDN e Melania Piumino: chi sono?

The Big Bosse de Nage, o abbreviato BBDN, è il nostro primo Reggente: ha retto il Collage de ’Pataphysique durante il Primo Magistero dal 1996 al 2010 [Rettore Immaginifico della Ricontestualizazzione del (S)oggetto del CD’P dal 2002 al 2010]. Non ammetteva la gerarchia, che lui chiamava ierarchia. Profondamente anarchico, ha inventato l’Apatafisica, l’Aierarchia, l’Ascienza e praticato la Narchia.

Lo trovo molto simpatico, questo qui!

I suoi testi sono completamente anarchici! Anche BBDN è deceduto in una circostanza molto particolare. Era un grande conoscitore di Raymond Roussel. Pacôme Thiellement (un parigino studioso di ’Patafisica, di alchimia e di esoterismo) stava girando un film a Palermo presso il Grand Hotel Et des Palmes dove BBDN stava facendo delle ricerche sulla morte di Roussel: ha avuto un ictus nella stessa identica camera dove Raymond Roussel è morto. Il servizio mortuario di BBDN è stato fatto in quella medesima stanza: abbiamo avuto il permesso del direttore perché ovviamente, puoi imaginare… una morte due volte nella stessa camera… È stato filmato e uscirà un film girato nell’albergo dove BBDN racconta le sue ricerche e si vedrà anche la camera mortuaria. La camera di Roussel era più grande perché negli anni hanno ristretto un po’ le camere, ma la postazione è proprio quella.

È stato il vostro primo Vice-Curatore?

Non era un Vice-Curatore. I Vice-Curatori da noi arrivano dopo. La ierarchia (che pone problemi legati a inevitabili supremazie e subordinazioni) è stata volontariamente evitata da BBDN per sottolineare la sua propensione alla narchia e alla libertà: c’era l’aierarchia.

La gerarchia è un punto su cui c’è stata polemica all’interno.

È un punto su cui si ragiona molto all’interno, ma non c’è stata polemica. Lui incontra un po’ per caso, in una discoteca (!), Melania Piumino. Lei è arrivata alla ’Patafisica in un modo molto particolare: suo padre insegnava il francese, adorava Parigi; su una bancarella di libri a Torino trova il numero 1 della pubblicazione del Collegio (1949) dove legge l’annuncio mortuario di Mélanie Le Plumet. Lei resta basita: c’è una che si chiama quasi come lei e che si occupa di… ’Patafisica! Gira le pagine e s’interessa alla figura femminile di Mélanie Le Plumet, Provveditrice Generale del Collegio ma è morta subito: assassinata. Era l’unica donna in mezzo a miliardi di uomini! Fino agli anni ’70 non arriva quasi una donna nel Collegio. Poiché Mélanie Le Plumet si occupava di amministrazione, che conosceva perfettamente, anche Melania Piumino diventa l’esperta di tutta l’amministrazione del Collège de ’Pataphysique. Ed è tuttora Serenissima Provveditrice Generale del Collage de ’Pataphysique. Entra in contatto con The Big Bosse de Nage, riesce a convincerlo che bisogna adottare un’amministrazione più complessa perché iniziavano ad esserci troppe persone all’interno del Collage. Lei è convinta che la ierarchia sia assolutamente necessaria. BBDN accetta che lei prenda il timone del Collage: “Vedi tu, fai tu, arrangiati tu, perché io mi occupo di altro”. Lei crea questa amministrazione tale e quale a quella del Collegio e quindi per forza bisognava adottare una Magnificenza Vice-Curatrice del Collage de ’Pataphysique! Lucy Green è già all’interno del Collage dal primo Magistero, eletta da BBDN. Decidono che sarà lei a essere il capo del CD’P.

Visite al Collage (da sinistra: Christian Chandellier, Monica Jornet, Marc Decimo, Antonin Decimo, Tania Sofia Lorandi, Hervé Mazzocut e Véronique)

Come è nato il Collage de ‘Pataphysique (CD’P)?

È nato spontaneamente… è stata una cosa molto carina. Sono arrivata in Italia nel 1985 nella stessa zona (la Val Camonica) che papà e mamma avevano dovuto abbandonare nel 1946 per mancanza di lavoro. Papà ha iniziato a lavorare in Belgio, mamma in Svizzera. Si sono incontrati dopo. Io sono nata in Belgio, ho studiato all’Accademia di Belle Arti di Liegi e, ad un certo punto, sono tornata in Italia per cercare le mie radici. Ero figlia di immigrati “ritals” in Belgio e ho deciso di tornare nella mia nazione per capire quanta parte di Belgio e di Italia c’era in me.
All’inizio, arrivando in una zona così, un po’ “disagiata” a livello culturale, non è stato facile. Ho cercato di inserirmi e ho cominciato a lavorare in un circolo ARCI: avevo 27 anni e facevo la barista per campare. Mi occupavo anche della programmazione artistica e tentavo di tenere il circolo bello animato: organizzavo feste e mostre. Poi, ad un certo punto, ho visto questi vecchi comunisti che non erano sempre d’accordo con le mie idee bislacche… preferivano attività come la tombola…
Quelli più giovani pero mi hanno lasciato fare: ho attirato e messo insieme artisti di Brescia e un po’ di gente che avevo incontrato per organizzare una festa dadaista instantaneista con opere di Duchamp. Cose molto divertenti! Era tutto interattivo: ci si poteva fare fotografare sul cesso di Duchamp… era la foto “su-cesso”. Qui non esistevano attività del genere: ho avuto un successone allucinante! È arrivata gente da ovunque e i ragazzi che avevano lavorato con me a questo progetto mi hanno detto “Dai è troppo bello! Bisogna fare qualcos’altro”. Sì, ma su quale tema? Uno di loro, Gianni, mi dice “Ma tu che sei francofona, del Belgio, perché non fai qualcosa sulla ’Patafisica?” Tutti hanno detto: “Patacosa?” Io la conoscevo già grazie ad André Blavier, però non mi era mai venuta l’idea. È venuta a qualcun altro. Quindi abbiamo organizzato la prima festa patafisica che ho gestito in prima persona, portando tutto il materiale in lingua francese.

The Big Bosse de Nage e Melania Piumino non c’erano ancora?

No, non c’erano perché The Big Bosse de Nage interviene successivamente, a Bologna, durante un grandissimo evento che abbiamo organizzato nella FabbriKa, un luogo occupato. Giravamo in questi ambienti, squatt. Nella FabbriKa BBDN era presente con la sua macchina per esplorare il tempo. L’abbiamo conosciuto in quel contesto, nel 1991.

“Ubu roi, Ubu enchainé, Ubu cocu” di Alfred Jarry, illustrato da Joan Mirò

Ci sono Collegi in altri paesi? Tu hai fatto un gioco di parole col Collage?

Sì, ci sono istituzioni in altri paesi, ma non sono collegi. Sono accademie, o tutto quello che vuoi. C’è un solo collegio: quello di Parigi. Così vuole il Collège de ’Pataphysique. Anche perché sarebbe il nome coniato da una persona in particolare… Tutto sommato è anche giusto. Il fondatore, che non c’è più, è il dottor Sandomir e ha avuto l’idea di fondare un Collegio. In Belgio ce ne sono tre: un Istituto Fiammingo, una Facoltà di Defiscienza Applicata (di cui mi onoro di farne parte: mi chiamo Sua Eleganza) e poi l’Instituto di Alti Studi Patafisici di Limburgo. C’è un Istituto ad Amsterdam che lavora molto bene e un istituto a Londra che lavora benissimo. Ce ne sono parecchi.
In Francia ce n’è solo uno. Il collegio originario: le Collège de ’Pataphysique che ha tantissima autorità. Comunque ha una “federazione”, chiamiamola così, che lavora dal 1948, pubblica dal 1948 e ha fatto rinascere la ’Patafisica che oggi non esisterebbe senza il Collège. Ha avuto l’idea un autore francese, nasce proprio in Francia e ha anche un imprinting molto francese. Ad esempio, in Italia il surrealismo non c’è stato: ci sono i pittori metafisici, ma è diverso perché proprio per il nome si riferiscono a percorsi più classici. Anche se De Chirico poteva sembrare surrealista, in realtà è metafisico. Questa derisione, questo humour… Quando André Breton pubblica “Anthologie de l’humour noir”, dove raccoglie Jarry, Roussel, Jacques Vaché e altri e dice che sono i personaggi che anticipano questo pensiero di “humour nero”. Infatti è proprio una caratteristica più francese…

Come Alphonse Allais

“L’estasi della neve” di Duccio Scheggi con dedica a Monica Jornet

Sì, questi atipici. Guarda, l’Italia è il paese della classicità. Non c’è niente da fare.

E quando Enrico Baj dice che “l’Italia è il paese delle soluzioni immaginarie, dell’improvvisazione, della versatilità”, lo dice per scherzo?  Cosa intende?

Quando Baj diceva che l’Italia è il paese più patafisico che ci sia, prendeva l’aggettivo  nell’accezione di Ubu, il paese più venduto, quello più mafioso. Perché, attenzione, quando opera in ‘Patafisica, Baj raramente si riferisce a Faustroll. Ha dipinto e disegnato mille Ubu… se non erro uno o due Faustroll… Da anarchico, era legato ad Ubu Re e lui parla sovente di quell’Ubu lì, del dittatore, della società che gli gira intorno. Insomma con quella frase Baj intendeva dire che l’Italia è un paese proprio traviato.

Ora ti faccio la domanda femminista: Max Ernst, Jacques Prévert, Groucho, Chico e Harpo Marx, Boris Vian, Ionesco, Raymond Queneau, Picabia, Joan Mirò, Man Ray, Enrico Baj, eccetera. Ma non ci sono le patafisiche?

È quello che rimarcavo del Collegio. Non per niente ci sono tante donne nel Collage! Quando Melania Piumino adotta gli statuti, abbiamo voluto che tutti i nomi dei titoli delle cariche fossero tradotti anche al femminile. Avevo fatto la richiesta al Collegio, ma mi hanno detto di no: io l’ho fatto lo stesso e nella stesura degli statuti del Collage trovi la Reggentessa prima del Reggente perché, ci siamo detti, “cortesia obbliga”. Quindi, chi andrà a leggere sul nostro sito, troverà la Provveditrice prima del Provveditore e la Satrapessa prima del Satrapo. Nel Collegio invece gli statuti sono tutti al maschile. Noi abbiamo pure la membrana… perché cosa fa il membro senza la sua membrana?

(segue in una seconda parte)

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Monica Jornet è nata a Parigi da famiglia spagnola, Laureata in Letteratura e Lingua spagnola alla Sorbona (Ecole Normale Supérieure, Agrégation, Chaire Supérieure au Lycée Henri-IV, Paris). Vive a Napoli, nel rione Sanità, una felicità che ricambia con tanti impegni, politici (Gruppo Errico Malatesta della Federazione Anarchica Italiana – Napoli), sociali (Scugnizzo Liberato, Comitati di quartiere, Casa delle Donne ecc.), culturali (Persona libro, ecc.). Collabora a Umanità Nova, il settimanale anarchico, e pubblica traduzioni per diffondere l’Idea. L’arte è per lei il valore supremo. È socia del Collège de ’Pataphysique.

 

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